FACCIAMO CHIAREZZA SULLE DUE TIPOLOGIE DI FOVOLTAICO PER IL SETTORE AGRICOLO

Le energie rinnovabili stanno assumendo un ruolo sempre più significativo, non solo per la riduzione dei costi energetici. Anche in previsione degli obiettivi fissati dalla UE, legati al processo di decarbonizzazione, il fotovoltaico e le altre tecnologie da fonti rinnovabili rivestono un’importanza fondamentale.

Nel settore agricolo, lo sviluppo del fotovoltaico è incentivato dalle misure del PNRR su due fronti: il Bando Parco Agrisolare e il Decreto Agrivoltaico. Questi due termini, Agrisolare e Agrivoltaico, possono essere confusi in particolare da coloro che non sono esperti della materia. Tuttavia, pur trattandosi in entrambi i casi di fotovoltaico, non sono la stessa cosa. Per tale ragione, vogliamo fare chiarezza e spiegare quali sono le principali differenze.

Negli ultimi tempi, spesso viene menzionato il Parco Agrisolare. Molto presto, infatti, si aprirà una nuova finestra del bando che ha come obiettivo l’installazione di impianti fotovoltaici su edifici ad uso produttivo nei settori:

  • Agricolo,
  • Zootecnico,
  • Agroindustriale.

Grazie al PNRR, è attualmente disponibile 1 miliardo di euro da distribuire con l’Agrisolare per incentivare la transizione energetica delle aziende agricole produttive, escludendo l’utilizzo del suolo.  Gli interventi incentivati includono: l’installazione di impianti fotovoltaici sui tetti dei fabbricati e la bonifica dei tetti per la rimozione dell’amianto.

Per tutte le specifiche sul Parco Agrisolare, rimandiamo a un precedente articolo in cui avevamo ampiamente trattato l’argomento, consultabile a questo link.

Tuttavia, è importante sottolineare che, una volta aperto il bando, il tempo a disposizione per ottenere il contributo è limitato. Sarà infatti possibile fare richiesta del finanziamento per un periodo approssimativo di un mese. Inoltre, i fondi sono fino a esaurimento e, per tale ragione, la precedenza sarà data a coloro che per primi faranno la richiesta.

Il Decreto Agrivoltaico, recentemente approvato dal MASE (Ministero dell’Ambiente e della Salute Energetica), è un provvedimento che stabilisce criteri e modalità per la concessione dei benefici legati all’Agrivoltaico.

Nell’ambito della Missione Rivoluzione Verde e Transizione Energetica, l’Agrivoltaico prevede incentivi per l’implementazione di sistemi ibridi, agricoltura e fotovoltaico, sfruttando i campi senza comprometterne l’utilizzo per le coltivazioni.

Nello specifico, l’impianto viene installato in modo da preservare la continuità delle attività di coltivazione agricola e pastorale sul sito di installazione.

I beneficiari sono:

  • Imprenditori agricoli,
  • Società agricole,
  • Consorzi di imprenditori agricoli o di società agricole.

Tra gli obiettivi di questa misura c’è sicuramente quello di migliorare la competitività del settore grazie al taglio dei costi energetici. In aggiunta, l’intenzione è anche quella di installare una capacità produttiva da impianti agrivoltaici di 1,04 GW per una produzione di circa 1300 GWh annui. Il tutto porterebbe a una significativa riduzione delle emissioni nocive, pari a 0,8 milioni di tonnellate di CO2.

Il decreto prevede che per accedere ai contributi, i sistemi agrivoltaici dovranno rispettare dei requisiti impiantistici minimi. In particolare, la superficie destinata all’attività agricola deve essere pari almeno al 70% del terreno, la restante parte può essere utilizzata per l’installazione dell’impianto. È importante sottolineare che la coltivazione può avvenire anche al di sotto dei pannelli.

Ulteriori informazioni sull’Agrivoltaico sono reperibili cliccando qui.

In conclusione, la differenza principale tra le due misure risiede nel metodo di installazione dei pannelli solari. Nel caso dell’Agrisolare i pannelli sono montati sopra i tetti degli edifici, mentre nell’Agrivoltaico sono posizionati direttamente sul terreno, compatibilmente con le coltivazioni. Sembrerebbe che alcune colture traggano anche particolari benefici dall’ombreggiatura generata dai pannelli che, di conseguenza, contribuiscono anche alla migliore resa del raccolto.

Le possibilità per rendere la propria azienda agricola più efficiente e anche “green”, cioè attenta anche alla questione ambientale, ci sono. Basta solo saperle cogliere e farsi consigliare dagli esperti del settore su qual è la soluzione più adatta alle esigenze specifiche di ogni singola realtà.