Novità introdotte per la definizione delle “Imprese a forte consumo energetico”.

A partire dal 1° gennaio 2024, il meccanismo delle agevolazioni riconosciute in favore delle imprese a forte consumo energetico (ELETTRIVORE) presenterà delle novità. Lo ha stabilito il Consiglio dei Ministri con D. L. n. 131 del 29 settembre 2023. Il presente decreto, infatti, introduce misure urgenti in materia di energia, interventi per sostenere il potere di acquisto e a tutela del risparmio.

L’ARERA (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente) ha già avviato il procedimento per l’attuazione di tale norma, questa però deve essere prima approvata dalla Commissione Europea. Pertanto, la riforma sarà conclusa entro 60 giorni dalla pubblicazione della decisione di Bruxelles.

Una volta ottenuta l’approvazione, CSEA (Cassa per i Servizi Energetici e Ambientali) potrà aprire il Portale Elettrivori per la raccolta delle autodichiarazioni 2024. Ma prima, dovrà aver completato i necessari sviluppi volti a recepire le nuove indicazioni.

Le agevolazioni saranno accessibili alle aziende che, nell’anno precedente alla richiesta di concessione, abbiano registrato un consumo annuo di energia elettrica non inferiore a 1GWh. Inoltre, devono presentare almeno uno tra i seguenti requisiti:

  • operano in un settore ad alto rischio di rilocalizzazione (come da elenco riportato nell’allegato 1 alla comunicazione della Commissione europea 2022/C 80/01);
  • hanno beneficiato, nell’anno 2022 o nell’anno 2023, alle agevolazioni di cui al decreto de Ministro dello sviluppo economico 21 dicembre 2017 (Elettrivori 2018-2023).

Le imprese che avranno diritto alle agevolazioni otterranno contributi a copertura degli oneri generali riguardanti il sistema elettrico al sostegno delle energie rinnovabili. Tale contributo sarà calcolato in base alla componente ASOS e al VAL. Nello specifico, ASOS indica la spesa che l’utente sostiene in bolletta per incentivare lo sviluppo delle energie rinnovabili e VAL indica il Valore Aggiunto Lordo dell’impresa.

In ogni caso, i contributi non possono essere inferiori al prodotto tra 0,5 €/MWh e l’energia elettrica prelevata dalla rete pubblica. Le imprese a forte consumo energetico che accedono alle agevolazioni sono tenute a effettuare la diagnosi energetica, anche se sono in possesso della ISO 50001.

Infine, le imprese sono tenute ad adottare almeno una delle seguenti misure:

  • implementare le raccomandazioni di cui al rapporto di diagnosi energetica se il periodo per recuperare gli investimenti richiesti è inferiore a tre anni e se il costo totale non supera l’importo dell’agevolazione percepita;
  • ridurre l’impatto di carbonio derivante dal consumo di energia elettrica fino a soddisfare almeno il 30% del proprio fabbisogno tramite fonti a zero emissioni di carbonio;
  • investire almeno il 50% dell’importo dell’agevolazione in progetti che comportano notevoli riduzioni delle emissioni di gas serra. L’obiettivo è quello di raggiungere livelli inferiori al parametro di riferimento stabilito dal regolamento di esecuzione (UE) 2021/447 della Commissione europea, del 12 marzo 2021, utilizzato nel sistema di scambio di quote di emissione dell’Unione europea.